Il Museo di Arte Sacra di Gioiosa Marea, progettato in collaborazione tra il Comune, la Parrocchia San Nicolò e la Diocesi, è altro luogo qualificante del Museo diffuso in diocesi. Organicamente collegato col Museo diocesano, si relaziona con i numerosi beni culturali e con le varie testimonianze di rilevante valenza artistica presenti in Gioiosa Marea e nei comuni dei Nebrodi e della Costa Saracena
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Informazioni:
Parrocchia San Nicolò di Bari – Gioiosa Marea: Tel. 0941 301015
Ufficio Diocesano Beni Culturali: Tel. 0941 240866
Email: beniculturali@diocesipatti.it
Il Museo di Arte Sacra di Gioiosa Marea, progettato in collaborazione tra il Comune, la Parrocchia San Nicolò e la Diocesi, è altro luogo qualificante del Museo diffuso in diocesi. Organicamente collegato col Museo diocesano, si relaziona con i numerosi beni culturali e con le varie testimonianze di rilevante valenza artistica presenti in Gioiosa Marea e nei comuni dei Nebrodi e della Costa Saracena




Tra i manufatti in argento (calici, navicelle, turiboli, ostensori, pissidi, urna, reliquiari, crocifissi, corone…), spicca il grande ostensorio (h. cm 80), opera di argentiere messinese del XVII secolo. Si tratta di una valida realizzazione d’argento che all’originale soluzione formale unisce una fine decorazione, realizzata a sbalzo ed incisione, e un interessante impianto iconografico. Nella parte superiore (raggiera) sono sbalzate spighe di frumento che circondano il vano per l’esposizione dell’ostia consacrata. Il fusto dell’oggetto è costituito dalle figure realizzate in fusione e che rimandano al sacrificio che Abramo stava per compiere del figlio Isacco. L’oggetto risulta, dunque, di alto pregio, per l’elevata qualità dell’esecuzione, per la omogeneità e la coerenza della decorazione.
Nella stessa sala museale è riunito un gruppo di tele significative delle operose botteghe artistiche del Settecento siciliano, che rimandano al maestro e pittore Olivio Sozzi (1690-1765), che per Gioiosa Marea produsse un considerevole numero di opere. Tele che riflettono una libera e sciolta elaborazione degli schemi conchiani, di cui Sozzi riduce gli elementi architettonici, affidando la costruzione spaziale ad un abile ed acceso gioco coloristico di drappi mossi e rigonfi, entro cui le figure vibrano di tensione religiosa.
Al centro della sala, nei due contenitori bassi, sono esposti esemplari di antichi libri liturgici, documenti dell’archivio storico parrocchiale e rarissime cinquecentine, importanti testimonianze della vitalità culturale e religiosa di Gioiosa.
L’esposizione museale è un’arricchente proposta culturale e spirituale sia per la comunità cristiana che per la società civile, sia come bene della memoria, sia come spazio di custodia di opere d’arte, che nei secoli hanno contribuito alla crescita morale e civile delle passate generazioni. Oggi indubbiamente costituiscono frammenti vivi del passato di una comunità e documenti indispensabili per ricostruirne e conservarne l’identità civile e religiosa.