Museo Parrocchiale di Capizzi

 Il Museo di Arte Sacra nella cittadina di Capizzi è stato realizzato nei locali utilizzati un tempo a sede della Confraternita del Santissimo Sacramento, cioè nell’ipogeo della Chiesa Madre “San Nicolò”.

Gli ampi spazi sono stati recuperati dalla condizione di degrado e i lavori hanno riportato alla luce antiche testimonianze della originaria architettura dell’intero complesso religioso.

I locali dell’esposizione museale si sviluppano su due livelli e, rispetto alla Chiesa, corrispondono a quasi tutto il transetto, il presbiterio, le capelli laterali e la sagrestia.

  
 La Chiesa Madre è essa stessa una delle prime opere da ammirare e luogo da cui iniziare la visita museale.

Il monumento, di chiara origine medievale ha nel bel portale laterale risalente al 1234 l’elemento artistico che più la riconduce all’originario aspetto gotico.

L’elegante facciata in pietra arenaria a due ordini di colonne e modanature presenta un interno di grande luce e spazialità; sobrio ed essenziale è caratterizzato da 12 colonne monolitiche che delimitano le tre navate ed il transetto.

  
 Nella navata di sinistra è interessante la tela di “S. Antonio Abate” del 1842, opera del palermitano Giuseppe Patania.

Nel presbiterio sopra una bella cantoria è posto un pregevole Organo realizzato da Raffaele La Valle nel 1590.

 

  
 L’area museale è costituita da significative ed eterogenee opere, provenienti per la maggior parte del rilevante patrimonio religioso locale.

Nella prima sala (reception) su un bassorilievo in pietra locale un “Cristo deposto” e, su un piedistallo, un “Cristo risorto” accolgono i visitatori.

Sulle pareti, oltre ai pannelli didascalici, trovano posto alcune carteglorie e oggetti lignei del XVII secolo.

 

  
 Nella seconda sala è stato ricostruito un altare ottocentesco, proveniente dalla chiesa di San Giacomo, con pregevoli bassorilievi raffiguranti scene bibliche e simboli eucaristici.

Nella parte superiore dell’altare ammiriamo un bel Crocifisso in legno, Candelabri e Fioriere.

Ai lati dell’altare due tronetti in legno intagliati e dorati.

Sulle pareti sono esposte alcune tele fra le quali: “San Nicola di Bari” opera di Giuseppe Salerno detto “Lo Zoppo di Gangi” (1570 ca – 1633); “San Gaetano da Thiene”, attr. alla scuola del Novelli; “San Biagio” attr. al capitino Benedetto Berna (fine sec. XVII).

 

  
 Nella terza e quarta sala trova posto una numerosa collezione costituta da argenti, di scuola messinese e palermitana del ‘600, del ‘700 e dell’800 fra i quali:
preziosi Ostensori, due di essi recano sul nodo le statue a tutto tondo di San Giacomo e di San Nicolò;
Reliquiari;
Calici e Pissidi di buona fattura;
interessanti Turiboli e Navette;
una Croce astile con scritta recante sul nodo “D Lancellotto Larcan Governatore 1670”.
  
 Inoltre a completare la serie degli argenti:
coppie di Bacinelle e Brocche;
Vassoi; Corone; Bugie;
Secchielli con Aspersori;
Mitra e Baculo che abbellivano la statua di San Nicola;
Lampade; Candelieri;
Vasetti porta olio;
Teche per ostie.
  
 La quinta sala, di piccole dimensioni, è un significativo ambiente che rimanda alla originaria costruzione medievale.

Caratterizzata da una volta a crociera, contiene una coppia di Leoni stilofori provenienti dal dismesso portale della Chiesa Madre; una coppia di bassorilievi con angeli.

Sulle pareti sono esposte Pergamene che documentano la vitalità culturale della cittadina capitina.

 

  
  

La sesta sala, ci fa ammirare nella volta un grande dipinto ricco di decorazioni e rimandi evangelici che inquadrano L’ultima Cena; nella parete frontale è raffigurata la “Morte del Giusto” del sec. XVII.

Della stessa epoca sono le 14 tele della Via Crucis, esposte lungo le pareti.

 

  
  

Dalla scala si accede alla sala dei Paramenti.

Pianete, Piviali, Tunicelle, Dalmatiche, Stole, e Manipoli, coprono un arco di tempo che va dal ‘600 all’800, con tessuti in damasco classico, o damasco bicolore, taffetàs ricamati in fili di oro e seta o broccati, di manifattura generalmente siciliana e locale.

 

  
 L’itinerario museale trova il suo naturale completamento nella visita al Santuario di San Giacomo Apostolo, solenne Tempio che racchiude memorie e testimonianze di pregio, tra cui la statua marmorea della “Madonna del Soccorso” di Antonello Gagini (1517).

 

  
Per informazioni
Parrocchia Santi Nicolò e Giacomo – Capizzi: Tel 338 1132809
Ufficio Diocesano Beni Culturali: Tel/Fax 0941 240866
beniculturali@diocesipatti.it – museoartesacra.capizzi@gmail.com