Indirizzo di saluto del Vescovo Guglielmo a Mons. Zambito all’inizio della celebrazione del 30° di Episcopato

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All’inizio della Solenne Concelebrazione Eucaristica che S. E. Mons. Ignazio Zambito ha presieduto nella Basilica Santuario Maria SS.ma del Tindari nel giorno del 30° anniversario della sua Ordinazione Episcopale, presente anche S. E. Mons. Carmelo Ferraro, Arcivescovo emerito di Agrigento e oltre 60 sacerdoti, in un Santuario gremito di fedeli provenienti dalle diverse comunità parrocchiali della Diocesi, Mons. Guglielmo Giombanco ha rivolto al Vescovo emerito Ignazio un indirizzo di saluto che pubblichiamo di seguito.

Venerata e cara eccellenza Vescovo Ignazio,

Sono veramente  lieto questa sera di essere voce di tutta la comunità diocesana di Patti che  insieme a Lei desidera rendere lode a Dio nella fausta ricorrenza del Suo 30° anniversario di ordinazione episcopale avvenuta nella Cattedrale di Agrigento il 29 giugno 1989.

Compiere questo gesto è per me un onore e un occasione privilegiata per dire pubblicamente, a nome personale e della comunità diocesana, la stima, l’affetto e la riconoscenza nei confronti della Sua persona non solo per il bene operato nella nostra Chiesa, ma anche per i tanti doni che il Signore ha elargito ad essa attraverso il Suo appassionato e generoso servizio episcopale.

L’evidente gioia di averLa tra noi, rivela il singolare legame di questa Chiesa alla Sua persona che per ben 28 anni, di intenso e fecondo  servizio episcopale,  l’ha vista Pastore generoso e  Maestro di fede. Alla nostra gioia partecipano S. E. Mons. Carmelo Ferraro che saluto e ringrazio per la presenza e legato a Lei e alla nostra Chiesa da vincoli di fraternità e di ministero, i confratelli presbiteri, le consacrate, il seminario diocesano e tanti fedeli laici. Le distinte autorità: il Sig. Sindaco di Patti e le altre autorità presenti.

Sono tanti i ricordi che questa sera affiorano alle nostre menti e dispongono i nostri cuori alla gratitudine al Signore per tutto il bene che Lei ha operato per noi e con noi.

A tutti rimane vivo il ricordo del  Suo totale donarsi nel servire la Chiesa diocesana con zelo  e generosità, del coraggioso e appassionato impegno di annuncio del vangelo realizzato nelle visite frequenti alle comunità ecclesiali,  basti ricordare le quattro Visite pastorali dal Lei compiute con lo scopo di rilanciare l’impegno di evangelizzazione e rafforzare la partecipazione del popolo di Dio alla vita della Chiesa secondo le indicazioni pastorali. E ancora la formazione dei presbiteri e dei seminaristi impegnando risorse perché la nostra Chiesa avesse sacerdoti teologicamente ben preparati,  dei fedeli laici incontrati personalmente e con altri mezzi (penso alla Lettera alle famiglie) inviata ogni mese. L’incremento della devozione alla Vergine Maria del Tindari e la realizzazione di luoghi di culto la Concattedrale e altre Chiese e tante altre opere.

Nel giorno del Suo ingresso nella nostra Chiesa il 22 luglio 1989  Lei si è rivolto alla Comunità ecclesiale con queste parole: «Ci siamo desiderati e aspettati, ci siamo voluti bene, ed eccomi, cristiano con voi e sacerdote per voi, pattese tra  pattesi, con grande desiderio di conoscervi, di volervi bene ed essere utile, con grande ansia di fortificarmi della vostra fede, della vostra speranza e della vostra carità»

Perciò in  questa eucaristia ricordando il giorno della Sua ordinazione episcopale vogliamo pregare per Lei con le parole dell’Apostolo Paolo rivolte a Filemone: «rendiamo sempre grazie Dio ricordandoci di Te nelle nostre preghiere, perché abbiamo sperimentato la Tua carità verso tutti e la sua fede nel Signore Gesù. Il nostro cuore è stato confortato per opera tua» (Fm. 1, 4-7).

Questa sera, quindi, vogliamo fare memoria e dire grazie al Signore non solo per averLa chiamata al sacerdozio e all’episcopato e per i tanti doni concessi alla Chiesa attraverso il suo servizio ministeriale; ma perché lui il Dio buono Le è stato fedele e Lei ha risposto alla fedeltà di Dio con esemplare freschezza, continuando a ripetere: «Eccomi manda me» (Is. 6,8).

Le auguriamo, accompagnato sempre dalla presenza della Bella Maria del Tindari, di continuare ad essere un servitore del Vangelo di Gesù Cristo per la speranza del mondo e quindi di tanto onore.  Questi auguri li trasformiamo in preghiera perché su quest’altare diventino offerta gradita al Padre.

Auguri Eccellenza e ad multos, ad plurimos annos, custodendo sempre nel cuore la gioia del servizio.