Mar 12 Maggio 2026
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L’insegnante di Religione capitale di relazioni

“L’insegnante di Religione è un capitale di relazioni”. Le parole del cardinale Matteo Zuppi, Presidente della Cei, “suonano” riconoscimento ed impegno al 3° Meeting Nazionale degli Insegnanti di Religione che si sta svolgendo a Roma. Non solo un “fare”, ma prima di tutto un “essere”, perché, come sottolinea Papa Leone, è necessario partire dalla vita interiore, “verso la quale – ha evidenziato Zuppi – non sempre c’è la necessaria attenzione. Non si può conoscere il mondo e ignorare il proprio cuore e la vita interiore è il nostro cuore” . È allora indispensabile “capire per chi vivere. L’IRC intercetta i bisogni reali dei giovani e aiuta a trovare risposte alle domande di fondo. Per questo occorre affinare la capacità di ascolto per sapere così rispondere alle domande e far imparare quotidianamente ad amare, puntando alla pace disarmata e disarmante ma prima di tutto a disarmare il linguaggio”. In merito al dialogo interreligioso, altro aspetto particolarmente dibattuto, il cardinale Zuppi ha proposto di fare costante riferimento all’enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco, “un vero abbecedario da sfruttare”.

Il ruolo fondamentale e insostituibile della scuola è stato fatto risaltare anche dal Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, “una scuola che valorizza i talenti e da a tutti l’opportunità del successo formativo. Una scuola in trasformazione in cui rilanciare il grande messaggio della pace, che diventa un vero e proprio percorso di educazione, così come quello della solidarietà”. Echeggiando quando detto dal Papa e dal cardinale Zuppi, Valditara ha sottolineato che “la vita interiore permette di creare empatia, perché la comunità possa davvero crescere insieme”. ” Credo fortemente – ha rimarcato il Ministro – negli insegnanti di Religione; abbiamo bisogno oggi della vostra capacità di lettura della quotidianità, di offrire un apporto anche spirituale ai giovani. Per questo è fondamentale la valorizzazione professionale e sociale del docente, cui bisogna far recuperare autorevolezza”.

Temi ripresi pure da monsignor Giuseppe Baturi, Segretario Generale della Cei: “Oggi i giovani hanno bisogno di qualcuno che parli al cuore. E questo può farlo solo chi apre il proprio cuore. Ciò chiede di saper cambiare alcuni paradigmi, perché la vera cultura è la capacità di dare valore, di offrire possibilità di incontro. Solo se si va al profondo del cuore possiamo parlare a tutti”.

Proprio questo sta alla base della Nota Pastorale “L’Insegnamento della Religione Cattolica: laboratorio di cultura e dialogo”, su cui si è soffermato monsignor Claudio Giuliodori, presidente della Commissione per l’Educazione, la Scuola e l’Università, il quale ha fatto riferimento a quattro sfide principali “considerato che l’IRC è un patrimonio di valori”: “La prima sfida è legata al cammino sinodale. Per questo si è scelto il termine laboratorio, proprio perché siamo dentro un cammino. Poi la figura e la formazione dell’insegnante, che deve costantemente scoprire tale vocazione. Non ci sono i…numeri per sostiture i circa 3000 insegnanti di Religione che nei prossimi tre anni andranno in pensione e c’è il rischio di ritrovarsi senza insegnanti adeguatamente preparati. Terza sfida: trovare forme per riallacciare la comunicazione con la comunità ecclesiale. Infine, una presenza efficace e propositiva nella realtà sociale, con una forte proposta culturale. L’IRC non vende sicurezze ma sa intercettare ragazzi e giovani nelle loro ansie e insicurezze e parlare al loro cuore”.