Ven 17 Aprile 2026
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A Tindari la Messa Crismale

“Per me vescovo è sempre una grande gioia e un conforto interiore vedere i confratelli presbiteri pregare attorno all’altare con me; voi siete uniti a me da quel vincolo che non è di ordine psicologico o emotivo, ma è sacramentale: Cristo ha fatto di noi, Vescovo, presbiteri, un solo corpo. Questo è il fondamento della nostra comunione e della nostra gioia”. Così il nostro Vescovo   Guglielmo  ha esordito nella sua omelia durante la Messa Crismale, celebrata nella Basilica Santuario di Tindari “nel giorno in cui – ha evidenziato – facciamo grata memoria della morte di San Giovanni Paolo II, avvenuta il 2 aprile 2005, il Papa che fu pellegrino di fede e di speranza in questo Santuario il 12 giugno 1988”. Alla celebrazione erano presenti Monsignor Carmelo Ferraro, Vescovo della diocesi dal 1978 al 1988, e i sacerdoti della Chiesa Pattese. Il “pensiero” è andato anche a Monsignor Ignazio Zambito, Vescovo emerito della diocesi, che il 3 luglio festeggerà i 60 anni di vita sacerdotale. Due i “momenti” più significativi: il rinnovo delle promesse sacerdotali e la benedizione degli oli (crisma, infermi, catecumeni) che poi saranno usati durante l’anno per amministrare i sacramenti. “La nostra missione – ha rimarcato Monsignor Vescovo, sempre nell’omelia, – in un tempo segnato da forti contraddizioni e privo di speranza a causa dei tanti focolai di morte, è riaccendere nel cuore degli uomini e delle donne la fiducia e la speranza. Quest’anno abbiamo scelto di devolvere la “Quaresima di carità” alla parrocchia “Santa Famiglia” di Gaza, per dare un segno concreto di vicinanza e di speranza a quel popolo martoriato dalla guerra”. il Vescovo ha fatto riferimento anche a San Francesco, nell’ottocentesimo anniversario della morte: “Egli è stato una luce non nascosta, ma posta sul candelabro della storia, perché tutti vedessero che il Vangelo si può vivere davvero. Quella luce che Francesco ha trovato in Cristo povero e crocifisso: essa non abbaglia, ma riscalda, non umilia, ma consola, non divide, ma riconcilia. Questa è la nostra missione, la ragione del nostro vivere e operare, il segreto della fecondità del nostro sacerdozio: portare la luce di Cristo nel mondo con la fedeltà al Vangelo”. Monsignor Verscovo ha posto l’accento pure sulla missione evangelizzatrice del prossimo maggio “per riscoprire tutti insieme, presbiteri, consacrate e fratelli e sorelle laici la nostra vocazione di battezzati: chiamati a testimoniare Cristo e annunciare la sua Parola”. Ha inoltre richiamato il cammino sinodale con la fase di attuazione del Documento di sintesi “Lievito di pace di speranza” e sulla Visita Pastorale che proprio con la celebrazione di oggi si è ufficialmente conclusa: “Un’esperienza bella e feconda” – ha commentato il Vescovo -. Dopo la Comunione, il Vicario Generale della diocesi, don Basilio Rinaudo, ha rivolto, a nome di tutti, un cordiale saluto e un augurio al Vescovo, anche in prossimità del nono anniversario della sua ordinazione episcopale, il 20 aprile, e ha augurato a tutti “di poter assecondare sempre i desideri di Cristo”. Alla fine della celebrazione il Pastore della Chiesa locale ha donato ai presbiteri la lettera “Andate e annunciate il Vangelo” da lui scritta, in cui insiste sull’importanza della missione che è quella di “rigenerare – sottolinea – la presenza di Cristo, nostra speranza, nel cuore degli uomini e delle donne invitandoli a riconoscere il suo passo nel loro cammino”.

Foto di Edoardo Natoli, Vincenzo La Rosa, Elisa Calunniato.