Domenica 20 dicembre 2020

493

Nella quarta domenica di Avvento la Liturgia della Parola ci propone la stupenda pagina dell’Annunciazione. Una pagina di Vangelo che più la leggiamo e meditiamo e più ci aiuta ad immergerci nel mistero dell’incarnazione di Gesù, figlio unigenito del Padre e Redentore dell’intero genere umano.

Dio si fa uomo nel grembo verginale di una giovane donna.

L’eterno entra così nel tempo e Colui che neppure i cieli e la terra possono contenere viene custodito nel grembo di Maria Santissima.

Tutto avviene nella maniera più riservata possibile, lontano dai luoghi solenni della sacralità della fede ebraica, in uno sperduto villaggio della Galilea di nome Nazaret.

Con ogni probabilità un moderno navigatore satellitare non sarebbe stato in grado di segnalare l’esistenza di quella sperduta località. Intanto è questo il modo di procedere di Dio, che irrompe nella vita di una giovane donna e chiede permesso, promette e assicura la gioia, ma resta in trepidante attesa che la creatura interpellata gli spalanchi il cuore e dica: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

A Maria viene affidata una missione straordinaria, unica, irripetibile; in lei si raccoglie – per così dire – la speranza che ha sostenuto e guidato per secoli tutte le vicende liete e tristi della storia di un intero popolo. Una doverosa precisazione però è opportuno fare: la Vergine Maria non dubita del progetto di Dio come aveva fatto Zaccarìa, il papà di Giovanni Battista.

Maria si limita a chiedere semplicemente la modalità di come avverrà quello che le è stato annunciato dall’Angelo.

È bello poter notare anche come Dio preferisca l’anonimato di una casa alla sontuosità del Tempio. Dio ci raggiunge sì nella solennità delle nostre liturgie, ma ci viene incontro anche nella ferialità delle nostre abitazioni e nella conduzione normale delle nostre occupazioni. Facciamo di tutto allora per non dimenticare mai che Dio nel rivelarsi prima di tutto assicura la sua gioia. Infatti, l’Angelo a colei che l’Altissimo aveva prescelto da tutta l’eternità per essere la Madre del suo diletto Figlio non comunica per prima cosa una serie di prescrizioni (fa’ questo o quello, inginocchiati, vai, prega), ma prima ancora che Maria apra la bocca per ripetere il suo “Eccomi” si sente dire dall’Angelo: gioisci, rallegrati perché sei “piena di grazia” e perché “il Signore è con te”.

Non ci resta allora altro da fare che affidarci con fiducia alla Vergine Santissima chiedendole, oltre a non perderci mai di vista, anche di sostenerci nella nostra quotidiana fedeltà a Dio che tutto vede e sempre provvede.

p. Enzo Smriglio