Il Vangelo della 3a Domenica di Avvento (16 dicembre 2018)

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Tutte le categorie del popolo vanno da Giovanni Battista per rivolgergli la medesima domanda: “Cosa dobbiamo fare?”. A tutti il Battista dà una risposta inerente alla vita che conducono.

Non esige la durezza della vita che egli conduce, ma ad ognuno sa indicare con precisione quello che è chiamato a fare per dare un chiaro e concreto segnale di conversione. Indica cioè come realizzare i propri doveri verso il prossimo, e nello stesso tempo riesce ad individuare altrettanto chiaramente dove risiedono l’ingiustizia e l’errore che devono essere superati. Giovanni Battista in pratica ci propone tre regole concrete, una più importante dell’altra.

La prima: chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto. Una regola d’oro, che da sola basterebbe a cambiare la faccia della terra. E si può sintetizzare con una sola parola che è un vero e proprio stile di vita: condivisione. Al posto dell’accumulo avido bisogna sempre preferire la logica del dono. Anziché lo spreco la sobrietà.

La seconda regola: Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato. È una regola così semplice da sembrare quasi scontata: il ritorno all’onestà, alla correttezza con il consequenziale categorico rifiuto di ogni forma di corruzione.

La terza regola è per i soldati, per chi esercita ruoli di autorità e di forza, in tutti i settori della società potremmo dire: non si può maltrattare, nè può mai essere lecito estorcere niente a nessuno. Insomma, nessuno può mai approfittate del proprio ruolo per umiliare qualcuno. Il rispetto verso le persone deve essere sempre assicurato, a costo di qualsiasi personale sacrificio.

Le regole offerte da Giovanni Battista sono la risposta alla costante domanda: “cosa dobbiamo fare?”. Ma questa stessa domanda è a sua volta provocata dallo stesso Giovanni Battista attraverso il suo modo di predicare che riesce a coinvolgere tutti: la folla, i pubblicani, i soldati.

Giovanni, infatti, si rivolge a tutti perché nessuno è escluso dalla salvezza, tutti abbiamo bisogno di essere salvati. Giovanni prima rimprovera le folle (“Razza di vipere!”), poi le spinge a porre una domanda importante (“Che cosa dobbiamo fare?”), subito dopo viene rinchiuso in carcere dove sarà decapitato. Così facendo il Battista sembra annullarsi per far emergere Gesù e dimostra come il suo principale obiettivo sia quello di indirizzare le persone verso Gesù. In questo modo è veramente un impareggiabile modello al quale ogni evangelizzatore degno di questo nome deve sapersi costantemente ispirare.

p. Enzo Smriglio