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L’icona della Settimana della Fraternità è stata realizzata dall’Arch.
Franco Brancatelli.
Nella icona campeggiano due figure immediatamente riconoscibili:
* l’effigie della Madonna del Tindari
*
la colomba della Cattedra
Entrambi richiamano il mistero della Chiesa dal volto mariano – e quindi
universale – e, nello stesso tempo, incarnata in un popolo culturalmente
definito entro coordinate storico-geografiche individuabili.
Alcuni particolari
1. La colomba, segno dello Spirito Santo, è colta nel momento in cui sta per
posarsi (v. posizione delle ali) e sta effondendo la ricchezza dei suoi
doni, le fiammelle:
- bianche,
finché restano in aria
- ma
che diventano rosse quando si posano sulle comunità
I doni dello Spirito Santo restano indefiniti finché non entrano nella vita
della Chiesa a produrre vitalità.
2. Al posto dell’effigie classica di Gesù, sul petto della Madonna ci sono
le case delle Piccole Comunità su cui aleggia lo Spirito: è il Cristo
mistico del “dove due o tre siete riuniti nel mio nome, là sono io”.
A conferma, le persone radunate nelle case hanno l’abito rosso, lo stesso
colore della fiamma e del mantello della Madonna.
Questo elemento, oltre che riferirsi all’esperienza della Settimana della
Fraternità, esprime l’identità della Chiesa Mistero di comunione dalla e con
la SS. Trinità e di popolo in cammino.
3. Le mani. Ispirandoci al famoso quadro del Rembrandt, le mani hanno
lineamenti maschili e femminili: segno che la Chiesa è lo spazio
dell’esperienza della paternità-maternità di Dio.
La mano destra poi esce dalla cornice nel duplice gesto dell’accogliere e
del porgere, mentre la sinistra, più femminile, esprime l’atteggiamento del
custodire: entrambi richiamano la missione della Chiesa, che, vivendo di
Cristo, ha il compito di farlo conoscere e amare a tutti, non con la forza
della dottrina, ma dell’esperienza della comunione accogliente e sempre
alimentata. |