Per Lei passò tutto il popolo - Lettera Pastorale

17. I preparativi per la celebrazione della Settimana della Fraternità sono già avviati.
Le due lettere che centinaia di generosi, impareggiabili e zelanti “visitatori” vi hanno recapitato contengono una proposta e un invito a prendere parte alla esperienza della Settimana della Fraternità.
Vorrei che in essa aveste l’anticipo di ciò che poi saranno le Piccole Comunità.
Sarà una settimana intensa.
Ci aiuteremo a capire i cambiamenti che stiamo vivendo e cosa Dio ci chiede di fronte ad essi.
Non saranno incontri nei quali alcuni vi istruiranno, ma di reciproca comunicazione dell’esperienza di ciascuno.
Incontri alla portata di tutti e in cui trionferanno la fede, la speranza e la carità, animate dallo Spirito di Dio che, secondo quanto insegna l’Apostolo, porta e rafforza sempre la libertà.
La Parola ci illuminerà e aiuterà a vedere ciò che è più conforme alla volontà di Dio per tradurlo nella vita.
Ognuno potrà comunicare ciò che porta nel cuore nella certezza di essere ascoltato.
Offriamo questa opportunità con la sola intenzione di aiutare ad esperimentare “quanto è bello che i fratelli stiano insieme”, che è la nostra fondamentale vocazione, di contare gli uni sugli altri.

18.  A questa esperienza invito, per prime, tutte le famiglie in quanto tali.
Comprendo che non sempre è possibile a tutti essere fisicamente presenti; ci tengo tanto però che coloro che di fatto parteciperanno all’esperienza sentano di essere espressione della famiglia e che coloro che non potranno partecipare si sentano ugualmente presenti per mezzo dei loro congiunti.
Invito tutti: uomini, donne, giovani, anziani, fanciulli, bambini, in forza del titolo unico e più che sufficiente che è il Battesimo.
Vi invito perché abbiate l’opportunità di esprimere gioie e speranze, inquietudini e tristezze e di condividerle con le persone con le quali, con il passaggio su questa terra, condividiamo i doni della vita, della fede e della grazia.
A quanti esperimentano la comunione in movimenti, associazioni e gruppi apostolici dico: non private la nostra Chiesa del dono prezioso del vostro particolare carisma.
Da voi mi attendo una risposta più pronta.
Fatevi lievito per la massa.
Particolari tecnici saranno a disposizione in tempo.
Dal profondo del cuore vi chiedo di accogliervi reciprocamente come dono di Dio.
Non vi troverete insieme perché vi sarete scelti, ma perché sarete donati all’altro come fratelli.
Seguendo le esigenze del Battesimo, tutte le diversità divengono ricchezza e gli ostacoli vengono superati.
Con la Settimana della Fraternità vissuta in piccoli gruppi di famiglie, finisce una tappa del cammino fin qui realizzato e ne inizia una seconda che avrà centro e ragione d’essere nella riscoperta del messaggio cristiano.

19.  Mi rifaccio ancora all’esperienza esemplare dell’Esodo per esortarvi a proseguire il cammino.
Gli Israeliti, infatti, dopo avere attraversato il Mar Rosso, hanno fatto altre due esperienze fondamentali prima di maturare la coscienza di essere popolo di Dio: il passaggio del deserto, durante il quale hanno imparato a conoscere Dio, e l’ingresso nella Terra Promessa ai padri, dove hanno preso la fisionomia storica di popolo di Dio.
Anche per noi, dopo la Settimana della Fraternità, il cammino di fede proseguirà verso le altre  tappe che ci vedranno popolo che cresce riconoscendosi attorno alla Parola e all’Eucaristia.


Radunati attorno alla Parola di Dio


20.  Il popolo ebraico, nel deserto, tra entusiasmi e lamentele, ribellioni e prodigi, ha fatto esperienza della Parola di Dio.
Ha beneficiato del dono della Legge e di innumerevoli manifestazioni della paterna  misericordia di Dio.
Anche noi, dopo la Settimana della Fraternità, saremo in condizione di metterci in ascolto della stessa Parola.
Essa ci convoca alla fede in Cristo Gesù, e a fare insieme, in Piccole Comunità, il cammino di approfondimento della fede e dell’esperienza comunitaria.
Sarà un modo nuovo di essere discepoli di Cristo.
In quella seconda tappa ci attende la scoperta del messaggio della Sacra Scrittura, attraverso l’insegnamento sapienziale, le parabole, la proclamazione delle beatitudini, la vita e la missione di Cristo.
Il tutto orientato alla scelta del Figlio di Dio come senso della vita.
Gesù è e dovrà apparire come l’orizzonte in cui tutte le nostre aspirazioni hanno senso e pienezza.
Permettete che, col salmista, ponga una domanda: “C’è qualcuno che desidera la vita e brama lunghi giorni per gustare il bene?” e di gridare con tutta la fede che il Padre, Amore onnipotente, mi dona: egli è la nostra felicità! La felicità piena non sta nel possesso o nel desiderio.
La serenità della coscienza di chi fa quanto è giusto agli occhi di Dio riempie la persona.
Questa è la gioia che Cristo ci offre.
Egli stesso è il cammino per raggiungerla.
Egli è la verità che rivela come vivere secondo Dio e raggiungere l’agognata felicità.
Alla fine, insieme proclameremo la nostra scelta di Cristo.
Sarà una vera esperienza di Dio in mezzo a noi, sarà l’esperienza di essere popolo di Dio perché ci sentiremo mossi da un unico Spirito.
Nella nostra Patti risuonerà, come a Sichem, “Lungi da noi l’abbandonare il Signore per servire altri dèi! Poiché il Signore nostro Dio ha fatto uscire noi e i padri nostri dal paese d’Egitto, dalla condizione servile, ha compiuto quei grandi miracoli dinanzi  agli occhi nostri ci ha protetto per tutto il viaggio che abbiamo fatto e in mezzo a tutti i popoli fra i quali siamo passati”.

21.  Continueremo frattanto a celebrare l’iniziativa mensile di religiosità popolare. Le Piccole Comunità, infatti, non aboliscono il cammino d’insieme del quale, anzi, sono anima e sbocco naturale.
Continueremo a mobilitare i giovani, a radunare i laici impegnati nei diversi campi della società, a suscitare l’incontro delle famiglie perché approfondiscano la vocazione alla santità e superino le tentazioni che la insidiano.
Orienteremo inoltre nello stesso senso i servizi di catechesi, liturgia e carità per aiutare tutti a scoprire la Parola di Dio come fonte e senso di vita.


Radunati attorno all’Eucaristia


22.  Dopo gli anni che ci porteranno alla scelta consapevole di Cristo come senso della vita, cominceremo ad approfondire la ragion d’essere della Chiesa come comunità credente nello stile dell’Eucaristia, nello stile, cioè, del “dare la vita per” l’altro, per il mondo, per il Regno di Dio.
Sarà anche questa una riflessione sull’esperienza vissuta.
Sarà una nuova comprensione di quanto,  frattanto, avremo vissuto.
Sarà la riscoperta della nostra Chiesa locale come comunità di fede, comunità liturgica e comunità fraterna, che ha la missione di rinnovare le relazioni umane in relazioni divine, secondo il progetto di Dio.

23.  Il processo di “divinizzazione” delle relazioni è reso possibile grazie da Battesimo, Cresima, Riconciliazione, Eucaristia, Matrimonio, Ordine Sacro e Unzione degli infermi.
Sette sacramenti che sono il modo con cui Dio ci accompagna nella vita e ci permette di partecipare alla sua vita perché la possiamo condividere con i fratelli.
Soprattutto è nell’Eucaristia che le relazioni vengono radicalmente rinnovate.
In essa Gesù ci invita e ci dà grazia perché la nostra vita si adegui alla Parola di Dio, rinnovi la capacità del dono di sé e crei comunione fraterna nella solidarietà e nella missione.
Anche questa terza tappa ci coinvolgerà in un grande evento attorno all’Eucaristia, che ci permetterà di dire insieme come vogliamo vivere l’essere Chiesa locale in comunione con tutte le chiese, a  partire da quella di Roma.
Sarà il nostro modo di esprimere l’unica Chiesa di Cristo con le caratteristiche proprie della nostra cultura, del nostro modo di essere.
Allora saremo in condizioni di proclamare il Padre nostro con animo nuovo  e di rinnovare impegni coerenti.

IV. Conclusione

Per ‘Lei’ passerà tutto il popolo

24.  Fratelli e sorelle carissimi, mai come oggi abbiamo avvertito vera la parola di Gesù a proposito della vastità della messe e della inadeguatezza, per numero e qualità, di noi operatori.
Epperò di noi il Padrone della messe vuole servirsi.
Dio è fedele e non può rinnegare se stesso, ci fidiamo di lui: egli  “non  respinge il suo popolo, la sua eredità non la può abbandonare” e ci apriamo al futuro con ferma speranza perché, “chi sorgerà per noi contro i malvagi? Chi starà con noi contro i malfattori?”; del resto esperimentiamo che “se il Signore non fosse il nostro aiuto, in breve abiteremmo nel regno del silenzio”.
Non intendiamo muoverci facendo leva su un’idea, ma sulla “promessa” di Dio, sulla sua Parola,  “gettate le reti dall’altra parte!”, risuonata per noi nel Concilio.

La nostra risposta, senza ‘se’ e senza ‘ma’, è: sulla tua Parola getteremo le reti del rinnovamento e del programma della nuova evangelizzazione.
Il Concilio è la Parola che si fa strada, valle verdeggiante attraverso cui il popolo, nella nostra epoca così diversa nelle sue condizioni rispetto al passato, passerà per proseguire il cammino verso la santità.
Facciamo nostro l’amore del Maestro che non esclude mai nessuno e, con il Magistero, ci avverte, che “le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore. La loro comunità, infatti, è composta di uomini i quali, riuniti insieme in Cristo, sono guidati dallo Spirito Santo nel loro pellegrinaggio verso il regno del Padre, ed hanno ricevuto un messaggio di salvezza da proporre a tutti. Perciò la comunità dei cristiani si sente realmente e intimamente solidale con il genere umano e con la sua storia”.

25.  Vivissima è in noi la speranza che la nostra Chiesa pattese raggiunga la maturazione di fede che agli uomini e donne del nostro tempo riveli quali siano la vita, la pace e la felicità vere.
In questa speranza che riconosciamo dono specialissimo del Padre, per mezzo di Gesù nello Spirito Santo, troviamo la molla del nostro pensare, programmare, decidere e agire.
Con la mia benedizione.
Patti, 8 aprile, Giovedì Santo, 2004.

+ Ignazio Zambito, Vescovo

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