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5.
Possiamo pensare il Concilio Vaticano II come ripetizione, per il
nostro tempo, dell’evento del “Mistero dell’Annunciazione”.
Per mezzo del Concilio è risuonata la voce dello Spirito Santo che chiama
la Chiesa a rinnovarsi per il servizio del Vangelo da prestare al secolo
nuovo per le caratteristiche completamente altre rispetto a quelle del
passato.
La Chiesa si è immediatamente interrogata.
Come Maria.
Maria, dopo avere ascoltato l’annuncio di Gabriele, turbata per una così
grande missione, secondo lei impari alle sue possibilità, chiede: “Come
è possibile?”.
Non è una domanda dubitativa, ma di chiarificazione: visto che non
conosco uomo, “come” devo comportarmi perché si compia il volere del
Signore?
Di fronte alla rassicurazione della presenza dello Spirito di Dio Maria
non esita a dare il suo “sì” pieno, incondizionato.
Ogni Chiesa locale, recepita la voce del Concilio, si è interrogata:
visto che la pastorale tradizionale non è più adeguata alle nuove
esigenze dell’uomo, “come” devo orientarmi? Cosa devo fare?
Anche la nostra Chiesa di Patti ha cercato forme e modi per tradurre
l’invito del Concilio in scelte adeguate.
Grazie alla guida fedele dei Pastori che si sono succeduti, e allo zelo
del presbiterio e dei laici, si sono create e sviluppate le condizioni per
operare la scelta che ha determinato l’itinerario sul quale siamo oggi
incamminati: percorrere insieme, come popolo, le tappe del catecumenato
per corrispondere alla vocazione alla santità comunitaria.
Non un aggiustamento nelle “cose pratiche da fare”, quindi, docili
alle indicazioni magisteriali, quasi una rifondazione del volto storico
della Chiesa e della sua missione apostolica.
6. Non è piccola la fatica
necessaria per realizzare il cambio di prospettiva che il Magistero ci ha
chiesto e che abbiamo cercato e cerchiamo di concretare.
Noi Chiesa Pattese, singoli e popolo di Dio nel suo insieme, abbiamo preso
con serietà e impegno l’invito alla santità e l’esigenza di
organizzarci presentati con autorevolezza dal Santo Padre nella lettera
apostolica Novo Millennio Ineunte,
a chiusura dell’anno Giubilare.
Non possiamo sprecare energie.
Dobbiamo generosamente spenderle, perspicacemente analizzando, dialogando
con lealtà e decidendo con responsabilità, consapevoli che, se Apollo e
Paolo seminano e irrigano, chi fa crescere, alla fine, è Dio e lui solo.
Per tale consapevolezza abbiamo accettato di buon grado la proposta
di cammino catecumenale articolata in tre tappe: Kerigmatica,
Precatecumenale e Catecumenale.
È per me dolce necessità riportare alla memoria questo cammino, che
motiva il bisogno di ringraziare il Signore per voi e con voi.
Per voi, per la vostra collaborazione, sincera, docile e zelante.
Anche quando non tutto era chiaro, anche quando potevate avere la
sensazione di farraginosità e l’impressione di trovarvi dinanzi ad una
proposta di lavoro troppo sbilanciato sul puro fare, non mi avete mai
fatto mancare la consolazione impareggiabile della collaborazione.
Con voi, ché da Lui è ogni dono per facilitare l’impegno nel presente
e lo slancio verso il futuro.
Ripercorriamo insieme, dunque, le varie fasi che hanno dato sostanza alla
tappa Kerigmatica del nostro cammino di rinnovamento diocesano in vista
della prioritaria missione evangelizzatrice.
Avendo fatto la scelta di procedere per “via esperienziale”, i titoli
che scandiscono le varie annate non sono da considerare prioritariamente
“temi” da approfondire solo mediante l’esercizio intellettuale, ma
“mete” verso cui avvicinarsi coinvolgendo tutti i battezzati in
esperienze sui valori evangelici dai titoli richiamati.
“Perché nulla vada perduto” è stato il piano pastorale che, negli anni
1994-97, ha guidato e accompagnato la prima fase, articolata attorno ai
valori:
Dignità
della persona (1994-95);
La persona nelle sue relazioni (1995-96);
La persona nella collaborazione (1996-97).
“Liberiamo le vie della fraternità”, il piano pastorale per il triennio 1997-2000, in
concomitanza con la preparazione e la celebrazione del grande Giubileo
2000, è stato un continuo invito a dare spazio alla dimensione
comunitaria insita nella persona umana, suggerendo esperienze che
favorissero:
la Riconciliazione (1997-1998);
il Dialogo (1998-1999);
la Solidarietà (1999-2000).
“Anche queste devo condurre”, piano pastorale per gli anni 2000-03, ci ha
condotto alla sensibilizzazione sul grande dono della Chiesa:
“Attirerò tutti a me”, la Chiesa come comunità di fratelli
(2000-01);
“Effonderò il mio Spirito”, la Chiesa come popolo di Dio (2001-02).
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