I Giovani di Patti a Loreto

per l'Agorà dei giovani
 

Testimonianze e Foto


da Nadia  Della  Ragione – S. Stefano di Camastra

Caro P. Giuseppe, mi scuso per il ritardo ma ho preso qualche ora per riposarmi. Non posso fare altro che accogliere il tuo invito a scriverti, anche se di solito non mi piace tanto; lo faccio perché spero che possa essere spunto per qualcuno. Ti racconterò questa mia esperienza spezzettandola momento per momento. Siamo partiti dicendo che dovevamo "abbandonarci" e "fidarci", e facendolo ho sperimentato la prima cosa: la realtà supera l'immaginazione. Qualunque cosa si possa immaginare splendida, non lo sarà mai quanto nella realtà. Quando ci hanno "affidato" alle nostre famiglie, non nascondo che ho avuto brevi istanti di ansia; mi chiedevo chi fossero e che tipo di rapporto avrei potuto istaurare con delle persone a me sconosciute. Del resto, avremmo dovuto passare con loro dei momenti molto intimi, quali la convivenza implica, e allora il mio pensiero è andato a quei piccoli bimbi che vengono adottati. Mi sono immedesimata nelle loro ansie, paure, sofferenze vissute, ma anche speranze. Sì, perché la speranza è sempre la parola chiave di tutto. Il motore che muove tutte le cose. Durante la prima giornata in parrocchia ci è stato chiesto cosa per noi significasse essere " a casa tua". La prima cosa che mi è venuta in mente è stata pensare al senso di protezione che casa mia mi trasmette; lo stesso che ho provato a Loreto. Mi sono sentita protetta e al sicuro, certa che ci fosse chi pensava a me e ai miei bisogni, anche quelli più piccoli e impensabili. Il vangelo di LUCA sul figliol prodigo ci ha fatto analizzare i motivi che inducono i figli a "scappare" di casa, ma ad oggi, non trovo motivo valido per cui sia necessario scappare. In compenso la mia considerazione è stata questa: entrambi i figli sono indotti all'errore per un semplice motivo. Hanno perso di vista il concetto di unità. L'uno perché si separa dal padre chiedendo la sua parte di eredità, e l'altro perché non capisce che rimanendo con il padre ha già tutto ciò che gli serve. E' stato proprio questo il mio intervento durante il confronto con gli altri ragazzi, e ho aggiunto anche che solo con l'unità si può essere chiesa. Perché chiesa e casa sono la stessa cosa. Ognuno di noi è un UNO con DIO, e ognuno, con il suo uno, si UNIsce agli altri per fare UNA la chiesa. So che è un concetto un pò astruso ma sono certa che hai afferrato il senso. Ho sperimentato anche altro durante questi momenti di gruppo; e mi è tornata in mente la parabola dei talenti,(che poi, non a caso, è stata lettura di una nostra celebrazione). Non avevo mai preso in mano un pennello, eppure, per fare i cartelloni l'ho fatto, senza troppo pensarci. Non sapevo di saper disegnare; ed ecco che viene fuori il talento. Solo mettendosi al servizio degli altri, scopriamo quanti talenti il Signore ci ha dato. Ecco che tornano le parole ABBANDONO e FIDUCIA. Mi sono abbandonata ad un compito che mi era stato dato e ho avuto fiducia che gli altri accettassero il mio insulso disegno. Alla fine è venuto pure carino!!!! Ma non ultimo, un pensiero al Padre. Quel padre che ci aspetta sulla soglia di casa; che ci corre incontro appena ci vede da lontano. Ci corre incontro!!! Ci bacia e ci abbraccia. Non ci giudica!!!! Non ci rimprovera, fa festa. L'attesa continua di DIO, la sua gioia nell'averci accanto e nel donarci di nuovo tutto quello che ha, anche se la nostra parte l'abbiamo sperperata. Tutto questo è MERAVIGLIOSO!!!! Perché alla fine, anche se il figlio torna a casa per fame, torna, perché non può fare altro. E anche noi dobbiamo capire questo, non possiamo fare altro che stare con DIO. Senza di LUI, lontani da LUI, NON SIAMO NULLA!!!! Nulla possiamo. Invece, l'arcangelo Gabriele ci ha ricordato che NULLA E' IMPOSSIBILE A DIO. E poi, ancora, pensando al fratello maggiore che rimprovera il Padre per non avergli mai permesso di fare festa, mi sento di dire: hai mai chiesto a tuo padre di far festa? pensi che te lo avrebbe negato? Allora mi torna in mente un'altra cosa: QUALUNQUE COSA CHIEDETE AL PADRE MIO, CHIEDETELA COME SE GIÀ VI FOSSE STATA DATA...SE AVESTE FEDE SPOSTERESTE LE MONTAGNE...CHIEDETE E VI SARÀ DATO...NEL MIO NOME AVRETE TUTTO...SIATE UNO COME LO SONO IO CON IL PADRE MIO...SARÒ CON VOI FINO ALLA FINE DEI GIORNI... Padre Giuseppe, il nostro è un DIO così grande da farsi briciola nelle mani di un sacerdote...questo pensavo quando a Montorso hai celebrato Messa e hai spezzato il pane tra le mani degli altri sacerdoti; non mi è sfuggita la briciolina...Allora il mio augurio sincero è che tutti i giovani, SPERANZA del mondo, siano capaci di farsi briciolina e di ricomporsi per fare un unico pane destinato a sfamare tutti. A montorso eravamo 500.000; ti lascio con questa mia ultima riflessione. Mi sono girata a guardare la spianata e mi sono detta: siamo tantissimi!!!! ma subito dopo ho fatto un conto alla femminina, come si suol dire. Eravamo moltissimi sul serio, ma sempre pochi se pensiamo che sul monte Gesù ne ha sfamati 5.000 esclusi donne e bambini...allora giovani di tutto il mondo, facciamo di questo la nostra certezza: SE DIO è CON NOI, CHI SARÀ CONTRO DI NOI???? CON DIO ACCANTO NOI SIAMO INVINCIBILI E INARRESTABILI!!!!! Allora combattiamo la nostra battaglia, percorriamo la nostra marcia e andiamo alla casa del Padre, dove c'è la nostra unica eredità... A presto p. Giuseppe e scusami se sono stata lunga, ma ho nel cuore tante cose che porterò sempre con me dopo questo viaggio. Alcune le ho rispolverate, altre le ho imparate, ma quel che importa maggiormente è che ho sperimentato per l'ennesima volta DIO. Un DIO che è così bravo da sorprenderci sempre nell'amore...

 

 da Elisa Maraffa – Ficarra

Ciao Padre Giuseppe, sono Elisa! Dopo essermi riposata tanto non ho potuto fare a meno di scriverti come avevi chiesto. I giorni trascorsi a Loreto sono volati via magari perchè ogni momento è stato pienamente sfruttato,ogni emozione è stata profondamente vissuta ed ogni dono è stato accolto ed interiorizzato! Era la prima volta per me e adesso affermo con gioia che non voglio sia l'ultima! Le sensazioni provate sono imparagonabili con quelle che ritenevo mi facessero felice. Ho scoperto il significato della condivisione senza calcoli ne controllo, ho capito che Nostro Signore unisce dunque perchè stargli lontano, perchè non coinvolgere anche chi ancora non riesce ad afferrare certe cose o magari non vuole! Vorrei provarci... voglio rendere palese la gioia e l'entusiasmo con cui ho vissuto  questi giorni così che anche chi non c'era possa sentirsi partecipe! Ho conosciuto persone fantastiche, ognuna porta dentro qualcosa di speciale che direttamente o indirettamente mi ha offerto e che non dimenticherò! Mi hanno accolta,accudita, coccolata, ringraziata per i sorrisi che gli ho donato etc... Spero di essere riuscita a ricambiare l'affetto dimostrato e comunque se così non fosse spero di poterlo fare in seguito! Devo ringraziare anche te di vero cuore, per avermi fatto capire chi è davvero Padre Giuseppe Di Martino, perdonami per questo, ma forse dettata da alcune circostanze ti avevo fatto indossare una maschera non tua ma sono contenta di averti  "smascherato" e di avere trovato una persona in più su cui poter contare! Spero che la vita di tutti possa divenire un' agorà dove gioie e dolori si esprimono, suoni e frastuoni si confondono, parole e silenzi si udiscano, avvolti da un'azzurro cielo, scaldati da un unico amore..Dio!

A presto!

 
da Antonino Lenzo -  Brolo -  Parrocchia Maria SS. Annunziata

Sono partito da Brolo, con la paura di non trovarmi nel posto giusto, durante il viaggio tra le mille battute scambiate prima con chi era del mio paese poi anche con gli altri mi sono tranquillizzato e scoprendo che i miei dubbi e le mie paure erano quelli di molti sull’autobus mi sono fatto forza e ho detto alla fine sarà sicuramente un’esperienza positiva, se non altro per il modo in cui ero riuscito ad inserirmi dopo che si erano già chiuse le iscrizioni, dentro me c’era qualcosa che mi diceva che se io ero li e che tutto si era risolto bene per la mia iscrizione fuori tempo massimo voleva dire che qualcuno mi voleva davvero in quel posto e con quel gruppo. Il viaggio è stato sofferto ma solo per le troppe ed eccessive soste forse era meglio arrivare prima a Loreto e passeggiare li un po’ a parte questo non si poteva chiedere di meglio per il viaggio.
Arrivati a Loreto sembrava di vivere un sogno dove ti giravi giravi vedevi ragazzi che come me iniziavano a cantare ballare scherzare e soprattutto pregare… c’erano quelli che cercavano solo di farsi notare ma anche questo faceva parte del “gioco” trascorrevano i minuti e si consumava la festa dell’accoglienza che forse ci ha colti un poco impreparati, fino a due secondi prima di salire sul palco non sapevano che canzone fare ma alla fine abbiamo stupito tutti e con ciuri ciuri abbiamo coinvolto la piazza e devo dire la verità sentivo solo la pelle d’oca intorno a me momenti bellissimi che non scorderò mai…finita la festa ricordo la paura, anzi di più l’anzia di non sapere con chi e dove andare anziani giovani era una lotteria che alla fine ci ha fatto conoscere gente nuova e nuovi compagni di viaggio. Anche se mi sarei accontentato di molto meno, ho visto che la famiglia che ci avrebbe offerto ospitalità aveva fatto le cose in grande non c’era nulla che non c’era ogni ben di Dio c’era e se non c’era bastava dirlo per venire esauditi…una volta sistemati e docciati pronti via per la cena davvero un percorso ad ostacoli alla fine abbiamo dovuto dire basta sembrava una cena da ultima cena ho chiesto anche se sarei stato sgozzato a fine cena…e questo la dice lunga su come mi sono trovato davvero a casa mia mancava solo il contratto per essere proprio mia, per il resto c’era tutto… rifocillati e riposati siamo partiti per l’avventura vera e propria l’agorà non era più solo un discorso portato avanti stava per materializzarsi sotto i nostri occhi e noi ne eravamo i protagonisti. L’incontro in piazza marina e stato ciò che non mi sarei aspettato eravamo in pochi e di quei pochi ne conoscevo ancora meno che fare? Stare in silenzio oppure buttarsi e conoscere più gente possibile  condividendo esperienze ed altro? Erano i miei dubbi che pian piano tra le lodi mattutine e il momento di deserto conciliato dalle parole di don Angelo andavano scomparendo un grazie lo devo dire a Laura che con la sua tenacità e forza d’animo ci ha coinvolto il più possibile una volta condiviso il nostro deserto con gli altri e riempito il nostro animo delle esperienze altrui sul tema della famiglia siamo passati al momento della conoscenza con il gruppo per facilitare le cose sono stati istituiti canto ballo e pittura e parlo per me stesso ovviamente, non essendo portato per i primi due sono andato a finire nel terzo dove ho incontrato ragazzi e ragazze che insieme a me hanno creato qualcosa che rappresentasse al meglio ciò che la giornata ci aveva fatto vivere in quella mattinata e tra timidi tentativi e piccole idee siamo riusciti a tirare fuori da ognuno di noi il massimo per fare una cosa che da soli non avremmo mai realizzato il nostro cartellone per giunta autografato con le nostre impronte…sarei rimasto ore li ma il pranzo non perdona e bisogna essere in tempo a tavola mi chiedevo ma dopo la cena di ieri devo ancora mangiare? Non l’avessi mai detto sedersi a tavola era troppo anche per me mi chiedevo cosa spingeva Federica la nostra mamma di Loreto a preparare tutte quelle cose per dei ragazzi che in fondo conosceva da qualche ora…domanda che ottenne presto una risposta attraverso la preghiera di benedizione prima del pranzo loro ringraziavano il Signore per la gioia di averci li e donavano il loro amore come se lo avessero donato a Lui mentre noi ringraziavamo già il Signore con la nostra presenza a Loreto nell’agorà…finito il pranzo e svolte le formalità delle foto con la fotografa di una rivista siamo risaliti al santuario e insieme al mio nuovo gruppo ci siamo diretti al comune a vedere una mostra  e infine dalle suore passioniste che per la loro serenità mi hanno colpito in modo impressionante, sono rimasto sconvolto da come riuscivano a vivere la loro vita con la pace interiore senza alcun timore di poter sbagliare un ora davvero costruttiva eravamo tutti attoniti di fronte alla semplicità del loro linguaggio infine il regalo più bello e forse più inaspettato che potevano farmi e fare ai miei compagni di viaggio, sapevano della nostra visita e volevano che noi tutti la ricordassimo nel tempo e con la pietra donataci sarà sicuramente cosi.
Finito l’incontro e le lodi a seguire siamo stati in oratorio a mangiare tutti insieme la pizza certo il non sapere bene il programma della giornata ha contribuito alla sua riuscita prendevamo ogni cosa con il gusto della scoperta…dopo la cena il divertimento a piazza Nazareth un po’ fuori mano però la fatica fatta per arrivarci e stata compensata dal momento di aggregazione e coinvolgimento collettivo, finiti gli spettacoli siamo tornati a casa e una volta addormentati eravamo pronti al nuovo giorno…la mattina era arrivata e le lodi ci attendevano il tempo non era dei migliori ma fino alle 12 e 30 il bel tempo ha tenuto…giusto il tempo per vivere una splendida giornata sempre centrata sui valori della famiglia ma il momento clou della mattina è stato sicuramente la condivisione di Luca e Floriana con noi della loro vita, non sono bastati i nostri applausi per esprimergli la nostra gratitudine… ci hanno raccontato la loro vita con naturalezza il non poter avere figli e la decisione di adottarne uno poi un altro alla fine avere 6 figli non naturali ma sentirli propri attraverso l’affetto reciproco costruito giorno dopo giorno….commossi e certamente con dentro la certezza che difficilmente avremmo il loro coraggio siamo andati a mangiare e durante il cammino verso casa,pensavo: però che storia! e forse iniziavo a ricredermi nessuno può porre un limite ai figli che Dio vorrà donarci e penso adesso come loro che il coraggio viene dalla forza della loro unione. Pranzo a casa nostra sotto un diluvio scrosciante, con in più l’ardua nostra pretesa di provare a fare la vera granita siciliana di limoni fuori casa a Loreto ma il tempo è trascorso e il diluvio ci ha abbandonati e la granita neanche a dirlo era ottima…ore 16 appuntamento con la giuda giro turistico con la descrizione di tutto il santuario e delle opere nei musei del santuario stesso potrei raccontare per un ora il tutto ma sto gia dilungandomi abbastanza senza ancora essere arrivato all’appuntamento con il Santo Padre dopo le lodi festa per tutti con tutti esposizione dei cartelloni e balli per tutti i gusti e tutte le età, certamente il modo migliore per ringraziare tutte le famiglie che ci hanno ospitato.
Rifatti i bagagli e scambiatoci i regali tra noi e le famiglie eravamo molto tristi perchè lasciavamo la nostra famiglia ma ci siamo incamminati comunque verso Montorso le lacrime erano agli occhi ma si trattenevano perchè in fondo era per questo incontro che eravamo li e li dovevamo essere cosi zaino in spalla siamo arrivati alle 9:50 alla spianata che spettacolo la piana che pian piano si riempiva la corsa contro il tempo dei ritardatari per trovare un posto in prima fila e la gioia ancora una volta di trovare nuova gente nuovi amici, l’attesa per l’arrivo del papa si faceva sempre meno lunga e tra giochi di carte e di società i minuti passavano come le ore dopotutto e rotto il ghiaccio con il vicino di sacco a pelo era una grande festa…passato il pranzo a sacco preparato dalle nostre famiglie ricco ed abbondante anche questo si faceva sempre più pressante l’attesa trovare e soprattutto mantenere un posto vicino al posto in cui il Santo Padre sarebbe passato era difficile ma lo scopo finale ci faceva resistere infine eccolo alle 17 era finalmente giunto alla spianata Benedetto XVI che brividi al suo passaggio forse perché per me era la prima volta che lo vedevo da vicino arrivato sul palco di fronte ai nostri occhi si spalancavano 20 ore di festa continua, fino alle 20 la festa con il papa tra testimonianze canti cori e pensieri del Santo Padre davvero emozionanti un emozione che cresceva sempre più con l’imbrunire, la serata dopo la cena e trascorsa in modo piacevole giovani che raccontavano le loro difficoltà e come erano riusciti a superarle l’intervento di padre Bossi che secondo me è stato un regalo di fede e spontaneità suo nei nostri confronti un uomo che dalla sofferenza di quei giorni ha saputo trovare la forza di non abbattersi e di continuare la sua missione poi non bisogna dimenticare i cantanti che hanno smorzato i toni forti della serata Baglioni, Dalla, Le Vibrazioni, finito lo spettacolo il gioco fuoco davvero bello, era suggestivo guardare 500 mila ragazzi vedere con stupore questo spettacolo la notte si faceva strada e le fontane di luce iniziavano le loro attività sinceramente non sono andato in nessuna delle 7 fontane di luce ognuna con un tema diverso e un po’ adesso me ne pento però la fila per entrarci faceva invidia a quella per andare ai servizi igienici quindi sono stato rinunciatario e sono andato a dormire nel mio sacco a pelo passando la notte sotto un cielo stellato con a cornice i mille bisbigli dei ragazzi che non dormivano e passeggiavano per la spianata…un sonno leggero che mi preparava ad affrontare la mattinata con il papa sveglia alle 6:30 e corsa verso i bagni, ma li la fila non si era fermata nemmeno un attimo durante la notte  e tornato al mio sacco a pelo alle 8 ero pronto per le lodi e per rimettere il sacco a pelo nella custodia il papa ha fatto il suo arrivo alle 9 circa intanto la spianata si riempiva di gente sempre di più per la messa del nostro santo padre iniziata la celebrazione era bello vedere tutti noi giovani coinvolti sotto un solo davvero cocente dalle parole del santo padre una celebrazione lunga che però non e pesata più di tanto infine l’angelus un pò anticipato erano circa le 11:25 quando il papa lo ha pronunciato e subito dopo il mandato ai 72 giovani come i 72 apostoli mandati ad annunciare la vita di Gesù altro momento toccante, infine i saluti finali e il congedo del papa dai noi giovani, inizia cosi la calca verso l’uscita, abbastanza composta devo dire anche perché non tutti si sono diretti subito all’uscita alcuni come noi sono rimasti a mangiare il pranzo e poi partire e cercare di fare meno fila all’uscita anche se per fare 500 metri ci abbiamo messo solamente ¾ d’ora vabbè pazienza ancora la fatica non si faceva sentire mi ero ripromesso di sentirla solo una volta giunti sull’autobus per riscendere in Sicilia e non prima, camminato per un po’ qualche chilometro non moltissimo quindi siamo arrivati vicino ad una piazza e con grande stupore nostro, i ragazzi di Loreto che tanto pazientemente ci avevano ospitato e sopportato, si apprestavano a compiere  un nuovo atto della loro ospitalità ci offrivano un passaggio per il resto del percorso che diventava sempre più in salita, giunti alla parrocchia di San Camillo dove avevamo le nostre valigie pronti per la partenza abbiamo avuto un inaspettato regalo poterci lavare prima di metterci in viaggio mai doccia fu più ristoratrice con l’animo e il corpo rinnovati e puliti abbiamo ringraziato tutti i ragazzi per il loro sacrificio e prese le valigie siamo approdati sull’autobus che ci avrebbe portati a casa in Sicilia, adesso era il momento della stanchezza almeno per me, ma non subito prima una breve e sana discussione sui 5 giorni di Loreto e poi una lunga dormita fino a casa dove alle 7 ci attendevano i nostri parenti.
Forse sono stato un po’ lungo e dispersivo in questo racconto però posso affermare che questa è stata un’esperienza unica e soprattutto da ripetere tutto mi sarei aspettato avevo messo in bilancio anche i disaggi ma poiché non ne abbiamo avuti la mia bilancia pende solamente a favore di questa fantastica esperienza con la consapevolezza come disse qualche giorno fa Fabio di aver davvero trovato il Cristo giovane in ogni giovane che ho incontrato. Tantissimi Saluti e mi scuso per gli errori ma ho scritto di pugno ed in fretta e per il tempo che le ho tolto nel farle leggere questo mi racconto.

 

da Morena Scaffidi Fonte – S. Agata Militello

Ciaoooo!!! Eccomi qui padre Giuseppe… ho ricevuto i suoi sms. Intanto inizio con le impressioni che ho avuto. Secondo me l’esperienza di Loreto è stata davvero un esperienza bellissima… anche grazie al suo aiuto perché credo che Lei per noi giovani ha fatto molto. Io personalmente di negativo o da migliorare non ho visto nulla… spero che ci saranno altre occasioni come queste per incontrarci.

 

da Marco Pistone – S. Agata Militello

Ciao sono Marco, parlare dell'esperienza a Loreto è difficile, ma non perché non ci sia niente da dire, anzi ci sono troppe cose da dire e altre che a parole non si possono esprimere.

Questo viaggio ha inciso molto la mia vita, stare li, insieme ad altri ragazzi coetanei, provare tutti gli stessi sentimenti, lo stesso stato d'animo, è stato davvero magnifico. Conoscere nuova gente con cui condividere le mie idee è stato davvero bellissimo. Quei pochi giorni che ho trascorso li, sono stato completamente coinvolto, o possiamo anche dire immerso in tutto quello che si è fatto. Vedere, ascoltare, il papa, il nostro "Papà", è stato magnifico e poi partecipare pienamente alla messa, dando anche un mio piccolissimo contributo, è stato davvero straordinario. Mi sono trovato benissimo, soprattutto con i miei tre compagni di stanza, due dei quali sono seminaristi, questo ha gioito molto alla mia esperienza. Con tutta la gente con la quale ho fatto amicizia spero di sentirmi ancora, perché sono delle magnifiche persone. Inoltre sono molto contento dell'ospitalità dei loretani che si sono messi alla nostra completa disposizione, non ci hanno fatto mancare nulla, e ci hanno trattato come se fossimo stati loro figli. Inizialmente ho deciso di intraprendere questo
viaggio perché avevo bisogno di risposte, che avrebbero dato una svolta importante alla mia vita, risposte che lì ho ottenuto, grazie a tutto ciò che mi stava attorno e a tutti coloro che sono stati vicini. Grazie a questa esperienza ho capito che sono in grado di mettermi a disposizione di tutti e
come mi ha aiutato a capire una splendida persona, per prima di tutto a disposizione di "Dio". Il mio sacerdote mi ha fatto capire che Loreto non deve essere soltanto -"sono andato a Loreto"-, ma deve essere -"sono andato ANCHE a Loreto"-, quindi deve essere per me l'inizio di un bel cammino che non deve finire qui... Un saluto speciale da parte del fotografo sbandieratore, ciao! Grazie di tutto!!!

 

da Monica Carcione – Capri Leone

Credo che non riuscirò mai a riportare su un foglio le mie impressioni sull’evento di Loreto, anche se sarebbe bello riuscirci, così da condividere con chi non c’èra quelle Emozioni e quelle Sensazioni provate insieme a tutti voi. Posso solo dire che le giornate di Loreto sono state per me testimonianze della presenza di Dio in ogni cosa; è stato un qualcosa percepito da subito,  dalla guida e pazienza di voi preti, dalla vostra gioia di essere per noi e come noi, dall’ accoglienza sincera nelle famiglie, dalla comunità tutta di Loreto che si è spesa per noi tramite i ragazzi, pronti a seguirci e ad aiutarci nelle nostre attività e nei nostri momenti, è stato facile lasciarsi andare, farsi trasportare completamente dall’euforia e dalla gioia esternata da tutti sin dall’accoglienza, è stato bello poter condividere insieme ad altri, quella bellezza e quella consapevolezza di essere giovani, ma giovani con Dio e per Dio, senza nessun freno e senza nessuna paura di non essere compresi nei nostri canti e nei nostri giochi. Ho avuto la sensazione di essere accompagnata dalla coscienza di vivere un qualcosa di importate, un qualcosa che rimarrà come uno dei nostri ricordi più belli e vivi, perché mai come in quei giorni ho avuto modo di toccare con mano l’amore per il prossimo, e dove se non lì dove sono conservate le pietre della casa di Maria. E’ come se da quell’umile casa, si sia elevato ancora una volta un “SI”, quel si all’Amore e all’Accoglienza, che ci ha permesso di essere lì in quei giorni e di sperimentare questa bellissima e unica realtà, per farne dono e per donarla allo stesso tempo.

 

da Emanuele Candido – Patti

Alla domanda posta a fine pellegrinaggio "quali le tue impressioni?" posso con semplicità dire che sono rimasto soddisfatto e contento, sono rientrato a casa con un carico di affetti da parte dei miei nuovi amici mai ricevuto in vita mia; sempre insieme a loro ho sperimentato un'esperienza delle più notevoli, la fraternità sotto la vigile guida delle parole del Santo Padre, era come essere in una grande famiglia unita e gioiosa nel festeggiare un grande evento. Chi mi conosce sa che io mi adatto abbastanza bene e cerco, anche se con alcune difficoltà iniziali, di stringere discussioni e amicizie con tutti, senza fare discriminazioni: beh da questa esperienza mi porto tanti nuovi amici e compagni di viaggio, so di non essere più solo e di potermi affidare pienamente a loro in ogni circostanza. lamentele? No, non ce ne sono, il clima familiare della gente di Loreto mi ha fatto sentire meno la distanza dalla mia Sicilia e dalla mia casa e famiglia. Non so che dire altro, tranne che un grosso ringraziamento a lei che mi sta facendo vivere bellissime esperienze. Non ci abbandoni mai.

 

da Sonny Foschino – Brolo

Grazie... grazie di cuore... ecco parte di una pagina del mio diario scritto direttamente durante l'esperienza.
Sulla Spianata di Montorso (Loreto) - 2 settembre 2007 - Ore 11.46
Sono rinato veramente. Ho trovato quello che cercavo! Ieri sera sono stato alla fontana vocazionale dove fortunatamente ho potuto abbracciare mons. Bagnasco! Il suo sorriso, il calore, quello di un Padre! Ed io, mi convinco sempre di più: Voglio essere Padre! Gesù, aiutami! Voglio essere Padre, ma figlio di quell'unico Dio che ci ha riuniti in 500.000 qui a Montorso!  Gesù, aiutami! Devo riuscirci, posso riuscirci, e che la Virgo Lauretana mi sia accanto nel sentiero della mia vita! Sulle parole di  Sant'Agostino, ieri sera, un nuovo cuore ha cominciato a battere!!! Io faccio parte di quel cuore che pulsa! Io faccio parte di una nuova luce! Io faccio parte di una nuova vita!!! E quella nuova vita è il mondo dell'Agorà. Diventa impossibile spiegare con poche e semplici parole cosa si prova a stare insieme ad altri 500.000 giovani come me che stanno o hanno scoperto il vero ed unico salvifico volto di Dio. Un solo grido, una sola missione: evangelizzare!!! Portare agli altri il Vangelo, la Santa Parola... quella parola che spesso viene messa da parte per vivere in funzione di tutto ciò che c'è di falso e futile intorno a noi!!! In ogni caso, ognuno di noi ha a disposizione una vita e un amore, come diceva il grande papa Giovanni Paolo II! E quell'amore, ci ha legati, ci ha tenuti uniti in quella maestosa conca di Montorso nell'esperienza della Giornata dei Giovani dell'Agorà! L'abbraccio di un Padre, Benedetto XVI! "La vostra missione è fondamentale! Siete la risorsa principale del mondo, e io voglio esservi accanto!" Lì, proprio lì, a due passi dalle mura che videro l'Annunciazione, dalle mura di Maria, la "Virgo Mater" che sempre ci ama e ci consiglia! Un'esperienza unica, un esperienza indimenticabile che non va raccontata con tante parole che rischierebbero di sminuire tutta la sua magnificenza! Ma il sunto è questo: se io, povero indegno servo di Dio, posso cambiare, se quei 500.000 giovani li riuniti possono cambiare, TUTTO IL MONDO PUO' CAMBIARE!!! E chissà, se proprio lì, il Signore si è deciso a chiamare un nuovo operaio nella sua vigna? Tutto è ancora da scoprire, ma vi giuro, lo scoprirò!!!

 

 

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